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C.C.I.A.A., imprese e professioni in difesa della riforma della mediazione

Lettera al Ministro Alfano: sì al dialogo con l'avvocatura, no allo stravolgimento del nuovo istituto

Viva preoccupazione per alcuni dei contenuti delle proposte avanzate negli incontri avvenuti tra il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano e l'Avvocatura. La esprimono, in una lettera congiunta, le Camere di Commercio, il mondo delle imprese e molte professioni, a cominciare dai Commercialisti. Il tema è la riforma della mediazione civile, partita solo il 20 marzo e già suscettibile di "aggiustamenti" in corso d'opera frutto, essenzialmente, proprio del dialogo avviatosi tra Alfano e avvocati. "Ai fini del successo del nuovo istituto – è scritto nella lettera sottoscritta oltre che dai Commercialisti, da Unioncamere, Architetti, Confapi, Rete Imprese Italia, Confagricoltuta, Confindustria, Coldiretti, Cooperative italiane, Cia, Ingegneri, Geometri e Compagnia delle opere – riteniamo positiva l'apertura di un confronto con la categoria forense, ma è forte il timore che potrebbero ora essere snaturate le caratteristiche qualificanti della mediazione, finendo per disincentivarne l'utilizzo e vanificarne la reale efficacia".

Ciò che più preoccupa i firmatari della missiva è innanzitutto l'eventualità che venga stabilito un limite di valore per l'obbligatorietà della mediazione. "In questo modo – affermano Camere di Commercio, imprese e ordini professionali – la stragrande maggioranza delle controversie tra imprese sarebbe esclusa dall'applicazione dell'istituto". Altro elemento di preoccupazione è la previsione dell'assistenza necessaria di un legale. Una novità che, se introdotta, potrebbe avere, per gli utilizzatori della mediazione, un notevole impatto in termini di costi.

I firmatari della lettera ad Alfano, si dicono consapevoli dell'esigenza di individuare soluzioni per superare contrapposizioni che rischiano di pregiudicare la riuscita della riforma. Ma dicono no ad una sua modifica effettuata senza coinvolgere tutti i soggetti interessati. Soprattutto le Camere di Commercio, il sistema imprenditoriale e quell'ampia fette del sistema ordinistico che negli scorsi mesi avevano convintamente appoggiato lo sforzo riformatore messo in campo da Alfano in questa materia e che oggi sono impegnati per garantire la massima diffusione del nuovo strumento.